La radice di Astragalo e la Medicina Tradizionale Cinese come aiuto nella prevenzione dell’ictus ischemico

Fra le patologie più diffuse con elevato indice di mortalità e perdita di qualità di vita ci sono le malattie cardiache e quelle che ne sono diretta conseguenza come l‘ictus ischemico. Con una popolazione che tende sempre più ad invecchiare e degli stili di vita – alimentazione e mancanza di attività fisica – che predispongono all’accumulo di colesterolo nelle grandi arterie è fondamentale studiare i processi che portano agli eventi fatali o altamente debilitanti, per intervenire con la prevenzione e per ridurre anche le conseguenze.

L’ischemia cerebrale causata dall’ictus è un evento che può portare con sé conseguenze nefaste e che incidono sulla qualità di vita del paziente, dei familiari e sulla spesa pubblica sanitaria.

Sappiamo che più dell’80% delle ischemie sono dovute alla rottura di una placca in un vaso con formazione di trombi che occludono la circolazione dei vasi cerebrali causando la sofferenza del tessuto irrorato da quei vasi.  

In molti casi, la ripresa di un normale flusso può portare ad un ulteriore danno causato dai fenomeni ossidativi che possono instaurarsi. Si parla allora di danno da ischemia/riperfusione (I/R) che è causato da un complesso insieme di fenomeni come lo stress ossidativo, l’infiammazione, il rilascio di specie che causano neurotossicità.

La possibilità di intervenire sullo stress ossidativo non è solo utile per ridurre il danno da ischemia/riperfusione ma anche per prevenire la formazione delle placche nei vasi.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) alcuni rimendi sono indicati da millenni come capaci di aiutare nelle malattie cardiocircolatorie e di agire anche nello stress ossidativo. Fra questi vi è anche l’Astragalus membranaceus, pianta erbacea conosciuta come “Huangqi”. La testimonianza di un suo uso terapeutico si ritrova nello Shennong Bencao Jing, antico libro cinese risalente al 200 d.C.

L’astragalo si avvale di una composizione costituita da polisaccaridi, flavonoidi, saponine e, in particolare, dall’astragaloside IV che sembra avere un’azione elevata contro i radicali dell’ossigeno. Le specie reattive dell’ossigeno (ROS) si producono naturalmente nei processi energetici dell’organismo. La loro presenza è ben bilanciata dal sistema fisiologico di enzimi che li rimuove o li converte in forme non dannose.

Quando l’equilibrio si perde, sopraggiunge il danno ossidativo a cui l’organismo risponde con l’infiammazione. Lo steso processo si può avere durante l’ictus in cui lo stress ossidativo può causare lesioni ai neuroni e aggravare il danno cerebrale.

L’astragaloside IV aumenta l’attività dei sistemi di rimozione dei radicali liberi e diminuisce la formazione dei ROS. Nello studio su animale, l’astragalo ha quindi mostrato di migliorare il danno cerebrale da I/R e di svolgere un’azione protettiva.

Non solo l’astragalo è stato preso in esame ma anche la radice di angelica cinese, il cartamo, la salvia cinese e il rizoma del Rhizoma Chuanxiong.

Altri fitochimici sono però utili e in studio per prevenire e/o minimizzare i danni da ictus, in particolare i polifenoli il cui consumo alimentare è associato una minore manifestazione di malattie cardiache nella popolazione. Fra i polifenoli, quelli derivati dalla curcuma mostrano anche effetti infiammatori mirati neuroprotettivi.

Gli studi che riportano in ambito clinico la tradizione della MTC sono sempre più frequenti. Dalla Medicina Tradizionale Cinese si può quindi prendere indicazione utile sia per lo sviluppo di farmaci attivi sia anche per studiare come un’alimentazione adeguatamente integrata può prevenire le malattie cardiocircolatorie.

FONTE:
Zhao, Xixi, et al. “Inhibition of Oxidative Stress: An Important Molecular Mechanism of Chinese Herbal Medicine (Astragalus membranaceus, Carthamus tinctorius L., Radix Salvia Miltiorrhizae, etc.) in the Treatment of Ischemic Stroke by Regulating the Antioxidant System.” Oxidative Medicine and Cellular Longevity 2022 (2022).