Green-MED, la dieta mediterranea integrata con il tè verde che fa bene al microbiota

Fin dagli anni ’50 dello scorso secolo la dieta mediterranea è stata indicata come esempio di virtuoso per una vita sana. Il primo studio che ne mise in evidenza i pregi si deve al nutrizionista statunitense Ancel Keys che mostrò i benefici cardiovascolari di un regime alimentare basato sui cereali, semi oleosi, olio di oliva e poca carne.

Sulla sua composizione si è costruita la piramide alimentare che è cambiata negli anni e che ora alla sua base prevede anche il movimento fisico, necessario per uno stile di vita sempre più sedentario.

Un ulteriore passo avanti è stato fatto studiando la dieta Green-MED, un regime alimentare dove viene ulteriormente ridotto l’apporto di carni rosse e lavorate, sostituito il fabbisogno proteico con vegetali ad hoc e integrata con i polifenoli del tè verde.

Una ricerca israeliana per una nuova dieta mediterranea

Si deve a una ricerca israeliana l’osservazione che la dieta Green-MED è più efficace nel ridurre la circonferenza addominale, il peso e nel migliorare i marker per le patologie cardiovascolari ma è anche più adatta a creare degli ambienti intestinali che producono acidi grassi a catena corta – fondamentali nel rinforzare le difese immunitarie – e quindi meno infiammazioni e fattori che predispongono alla sindrome metabolica e all’obesità.

Lo studio ha preso in esame individui in sovrappeso che necessitavano di una dieta ipocalorica e sottoposti a tre regimi alimentari diversi: al primo gruppo era stato dato da seguire un modello alimentare sano, il secondo doveva seguire una dieta mediterranea e il terzo seguiva una dieta mediterranea con minore consumo di carne, integrazione con lenticchie d’acqua – Mankai, pianta acquatica ricca di aminoacidi essenziali e impiegata come sostituto della carne – e tè verde (3/4 tazze al giorno) per fornire una fonte di polifenoli. In aggiunta alla dieta, è stata anche prescritta una attività fisica di grado moderato.

L’integrazione con tè verde per sfruttare il potere antiossidante dei polifenoli

I polifenoli del tè verde sono infatti noti per le loro proprietà calorigene e per il loro contributo nella riduzione dei grassi. In particolare, l’epigallocatechina – 3 – gallato, costituente del TèPigal 300, contribuisce al sostegno dell’organismo negli stati di affaticamento e ha potenti effetti antiossidanti e antinfiammatori, ma è anche capace di regolare la composizione e il benessere del microbioma intestinale.

Infatti, l’arricchimento della Green-MED con polifenoli ha avuto la funzione anche di selezionare le specie batteriche più adatte a combattere la sindrome metabolica.

È ormai noto che le persone obese e che non riescono a perdere peso hanno una composizione della flora batterica intestinale caratterizzata da specie che producono acidi grassi che favoriscono i fenomeni di infiammazione di basso grado. Dall’altra parte, i polifenoli assunti con la dieta non riescono ad essere assorbiti efficacemente. Tuttavia, la quota non assorbita può modulare la flora intestinale e intervenire nella sua qualità, operando quindi indirettamente un effetto benefico. Proprio il microbiota può poi metabolizzare i polifenoli portando a composti bioattivi più facilmente assorbibili.

Gree-MED più salutare della dieta mediterranea

L’analisi dei risultati dopo sei mesi di regime alimentare controllato ha così evidenziato che la dieta mediterranea e la Green-MED hanno apportato i cambiamenti più sensibili e migliorato le condizioni dei partecipanti allo studio.

Green-MED ha favorito una maggiore perdita di peso, migliorato gli indicatori di infiammazione e di rischio cardiavascolare, compreso il valore della pressione sanguigna, e ha permesso di selezionare una flora batterica intestinale arricchita di Prevotella, riducendo Bifidobacterium. Proprio i cambiamenti nella composizione del microbioma sembrano essere correlati fortemente con i maggiori effetti benefici della Green-MED.

Un altro parametro considerato è stata la regolazione da parte del microbioma di amminoacidi a catena ramificata (BCAA). Individui obesi/insulino-resistenti hanno come segno distintivo livelli elevati di BCAA sierici. Nella dieta Green-MED erano favoriti i processi di degradazione dei BCAA in modo maggiore rispetto alla sola dieta mediterranea, mostrando una correlazione positiva della integrazione con polifenoli e proteine vegetali.

Infatti, secondo i ricercatori, i due elementi chiave della Green-MED sono stati proprio l’integrazione con una fonte proteica vegetale e con i polifenoli da tè verde.

Ritmi di vita nuovi richiedono un nuovo modo di alimentarsi

Con il cambiamento delle abitudini alimentari, l’uso più frequente di cibi processati e il sempre minore ricorso a varietà di vegetali ormai scomparse dal mercato, sembra essere sempre più importante provvedere con integratori a dare sostegno a una dieta che è molto diversa da quella che Keys aveva studiato negli anni ’50. Anche le abitudini di vita sono molto cambiate a favore di lavori sedentari, spostamenti con i mezzi e perciò un minor dispendio calorico che richiede di rivedere il modo in cui si provvede alle esigenze dell’organismo.

Il ricorso ai nutraceutici si configura quindi come modo migliore per ricorrere alla parte più efficace della pianta, poter ottenere i massimi benefici, ottenere un regime alimentare sano ed equilibrato.

FONTE:

Rinott, E., Meir, A.Y., Tsaban, G. et al. The effects of the Green-Mediterranean diet on cardiometabolic health are linked to gut microbiome modifications: a randomized controlled trial. Genome Med 14, 29 (2022)