I polifenoli per vincere la resistenza ai farmaci chemioterapici

Nella terapia oncologica, la resistenza che si sviluppa ai farmaci è un problema che rischia di vanificare gli sforzi contro il tumore, causa una maggiore eliminazione dei chemioterapici, una loro minore presenza nei tessuti e quindi una minore azione anticancro.

Diversi sono i meccanismi responsabili e, poiché i tumori sono formati da popolazioni cellulari in vari stadi della loro vita e diversificati anche nelle caratteristiche metaboliche, è difficile vincere la farmacoresistenza.

Una review pubblicata su Cellular & Molecular Biology Letters ha raccolto le evidenze sulla capacità dei polifenoli di diminuire la farmacoresistenza e quindi di favorire la terapia anticancro.

I polifenoli sono molecole molto diffuse nel mondo vegetale e si trovano in molti frutti. Da tempo sono studiate per sfruttarne le proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di eliminazione dei radicali liberi. Fra questi, i polifenoli curcumina, resveratrolo ed epigallocatechina gallato (EGCG) sono stati analizzati per capire il loro contributo nella terapia oncologica integrata.

La resistenza ai farmaci

La resistenza ai farmaci può essere acquisita o preesistente. Nelle forme acquisite, farmaci che erano molto efficaci all’inizio della terapia perdono la loro attività.

I polifenoli sembrano essere capaci di invertire quest’ultima forma di resistenza agendo su diverse vie per mantenere l’attività dei chemioterapici.

Le cellule tumorali, infatti, possono diventare resistenti perché aumentano i processi con cui eliminano i farmaci. Questo avviene grazie a delle proteine sulla membrana cellulare il cui compito è proprio quello di rimuovere le sostanze estranee. Nelle cellule tumorali queste proteine possono essere espresse maggiormente causando quindi il fallimento terapeutico. I polifenoli intervengono inibendo il meccanismo di fuoriuscita dei farmaci e consentendo nei tessuti tumorali il loro accumulo. La curcumina sembra agire su questo meccanismo per vincere la multiresistenza nel cancro al pancreas.

In alcuni casi sono i meccanismi che consentono di accumulare farmaci nelle cellule tumorali a non funzionare più. EGCG ha invece mostrato di poter agire sui trasportatori che permettono agli antitumorali a base di platino, ad esempio in cisplatino, di entrare nella cellula, mantenendoli efficienti. Questo sembra essere il meccanismo d’aiuto nel carcinoma polmonare non a piccole cellule.

I polifenoli agiscono però anche inibendo gli enzimi detossificanti.

In particolare, nel fegato esistono dei meccanismi che permettono l’allontanamento dell’organismo delle sostanze estranee rendendole più solubili e facilmente eliminabili. In presenza di tumori questi meccanismi diventano molto attivi ma ciò causa un metabolismo maggiore dei farmaci che vengono allontanati dal corpo più velocemente e non consente loro l’azione terapica. I polifenoli inibiscono i processi enzimatici e permettono ai farmaci di non essere eliminati prima che possano essere assorbiti in concentrazioni ideali per la loro azione. È con questo meccanismo che la curcumina aumenta anche significativamente la bioattività del tamoxifene, noto farmaco usato nel trattamento del tumore al seno.

Azione sui cicli cellulari

I polifenoli incidono anche diversamente sui cicli cellulari e sui meccanismi di sopravvivenza delle cellule tumorali. Influenzando la capacità delle cellule di iniziare la morte programmata (apoptosi), permettono di limitare l’espansione del tumore. Ne è un esempio il resveratrolo che ha effetti benefici in molti tipi di cancro, fra cui quello alla vescica, prostata, mammella, polmoni, colon, ovaio e cerebrali.

Agendo poi sui meccanismi di differenziazione cellulare, importanti per dare alle cellule tumorali la capacità di migrare e di causare la formazione di tumori lontani dal sito iniziale, i polifenoli hanno un’azione antimetastasi. Agiscono in questo modo sia la curcumina che il resveratrolo.

Molto importante è anche l’azione di scavenger (spazzini) dei radicali liberi propria dei polifenoli.

Le cellule tumorali aumentano la loro chemioresistenza alterando i meccanismi di ossido riduzione e aumentando le specie reattive dell’ossigeno (ROS). I polifenoli, con la loro attività di riduzione della formazione di ROS, sono potenzialmente utili per il trattamento di pazienti con cancro multiresistente.

L’impegno nella terapia oncologica integrata

Sherman Tree Nutraceuticals è da sempre attenta alla terapia oncologica integrata e sviluppa i suoi nutraceutici con professionisti del settore.

Questo ha portato a pensare a formulazioni adatte alle esigenze dei pazienti oncologici, con particolare attenzione all’interazione farmaco-nutraceutico e studiati per ottenere azioni di chemoprotettori.

Da questo impegno nascono Polidase e TèPigal 300 che sfruttano l’attività dei polifenoli per offrire ai pazienti dei prodotti sicuri da accompagnare alle terapie convenzionali, come supporto e per minimizzare gli effetti collaterali di radio e chemioterapia.